Insufficienza venosa in menopausa: cause e rimedi

Insufficienza venosa in menopausa: cause e rimedi

Abbiamo visto come gli ormoni siano responsabili di numerosi cambiamenti legati alla menopausa: i capelli che si assottigliano, l’aumento di peso con conseguente redistribuzione del grasso corporeo, la tendenza all’aumento del rischio cardiovascolare con complicazioni in caso di eventi cerebrocardiovascolari acuti.

Se avete mai avuto gambe gonfie o la comparsa di qualche varice, è probabile che abbiate scoperto l’ennesimo piccolo fastidio causato dagli squilibri ormonali tipici della menopausa: la comparsa di elementi (pesantezza, parestesie, dolori, crampi, gonfiore, edemi, comparsa di capillari e varici…) che contribuiscono al rallentamento della circolazione venosa.

Ritenzione di liquidi, aumento della permeabilità dei capillari, gonfiore delle gambe: sono queste le cause che portano ai piccoli inestetismi legati alla circolazione rallentata. Certamente l’aumento del peso (e la sua redistribuzione) influisce in maniera significativa, così come – in alcuni casi – l’insorgere di artrosi ed osteoporosi, che contribuiscono ad affaticare i capillari. Che fare allora?

Gambe gonfie? Un aiuto lontano dai farmaci

Se le nostre gambe risultano più affaticate del solito, il primo consiglio di buon senso è: fuggire dalla tentazione della sedentarietà. Una moderata attività fisica, dai piccoli esercizi di risveglio mattutino a camminate veloci durante la giornata, possono aiutare a riattivare una circolazione “stanca”, oltre che a migliorare l’umore. Vi ricordate cosa dicevamo tempo fa? Le donne più serene sono quelle più attive fisicamente.

Accanto a una moderata attività fisica aerobica, non può mancare l’alimentazione. Di nuovo è il buon senso a venirci incontro: evitare i cibi eccessivamente calorici aiuta a mantenere il giusto peso (e dunque ad alleggerire le gambe!). C’è però anche un piccolo rimedio che arriva dalla natura, e che può essere un valido coadiuvante nel ripristinare una buona circolazione: la chiamano “erba della tigre”, perché è usata dalle tigri per lenire le ferite grazie alle sue proprietà cicatrizzanti. In erboristeria si trova sotto il suo nome più comune: Centella asiatica. E di proprietà ne ha ben più di una: non solo quella cicatrizzante, ma anche quella flebotonica. Ecco perché sotto forma di infuso o pasticche è spesso assunta per migliorare la circolazione e combattere la cellulite. Qualche controindicazione: è fotosensibilizzante, dunque non va assunta se si prevede un’esposizione al sole, ed è sconsigliata ai diabetici perché ricca di zuccheri.

Insufficienza venosa: le terapie mediche

Se l’insufficienza venosa è cronica, molti medici consigliano di ricorrere a terapie specifiche per la riduzione o l’asportazione delle varici: terapie elastocompressiva o farmacologica, o trattamenti mini invasivi effettuati con laser e radiofrequenza. In casi più gravi si ricorre alla chirurgia con interventi più invasivi.

Quando si decide di eliminare le vene varicose? Nei casi in cui si stia seguendo una TOS – Terapia ormonale sostitutiva, ad esempio. L’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri nella conferenza di consenso Quale informazione per la donna in menopausa sulla terapia ormonale sostitutiva? ha elaborato un documento che prende posizione in merito. Nel documento si legge: la presenza di vene varicose, pur non controindicando l’uso della terapia ormonale, va eliminata per due motivi; in primo luogo perché le varici sono sempre fonte di potenziali pericoli di trombosi. E poi perché, se è vero che la terapia ormonale non aumenta il rischio di trombosi, è anche vero che aumenta i fastidi e i sintomi dell‘insufficienza venosa delle gambe, già sottoposte a dura prova dalle variazioni tipiche della sindrome menopausale.

Come sempre, anticipare i problemi è il primo step per la loro risoluzione. Ecco perché prima di tentare la strada della medicina è meglio affidarsi a due parole: Prevenzione e (corretta) informazione.


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