Utensili in plastica e alimenti: possiamo fidarci?

 

Tratto dal Journal of culinary nutrition di Assic

Non solo causa del peggioramento delle qualità organolettiche dei cibi, ma anche potenziale pericolo dovuto al trasferimento di molecole dagli oggetti agli alimenti: parliamo degli utensili in plastica, sempre più diffusi in cucina e sempre più oggetto di studi e analisi per verificarne l’effettiva qualità nel tempo.

Leggera e pratica, la plastica per uso alimentare ha diverse forme: si possono utilizzare per il contatto con gli alimenti il polipropilene (PP), polietilene (PE), polietilene tereftalato (PET), policarbonato (PC), polistirene (PS). Eppure, non trattandosi di un polimero stabile, anche la plastica può andare incontro a degradazioni dovute all’usura, al calore, all’umidità e via discorrendo. Basta osservare al microscopio digitale alcuni vecchi utensili in plastica per rendersi conto di come vengano a crearsi nel tempo solchi e fessure che ne compromettono l’integrità e favoriscono il rilascio di sostanze che non dovrebbero entrare a contatto con gli alimenti.

Alcune sostanze come il bisfenolo A, contenuto nei biberon in plastica in commercio fino al 2001, sono state identificate dalla comunità scientifica come non salutari e per questo sostituite con delle nuove. Quel che non si considera, è che proprio per rendere gli utensili più resistenti ed efficaci, vengono utilizzate sostanze artificiali considerabili a loro volta come potenziali migranti negli alimenti.

Le buone norme per l’utilizzo della plastica in cucina

1. ad ogni contenitore, il suo utilizzo

Un esempio su tutti: il cartone utilizzato per trasportare la pizza non è destinato anche al consumo dell’alimento. Meglio quindi consumare la pizza in un piatto da portata ed evitare che il coltello entri a contatto con il cartone e contamini l’alimento. Stesso discorso per i piatti decorativi di plastica o cartone, che non sono adatti alla conservazione dei cibi: per riporre in frigorifero la torta di compleanno avanzata, meglio quindi utilizzare un piatto destinato al consumo.

2 Attenzione alla conservazione degli utensili

Gli utensili da cucina, come ogni oggetto di grande utilizzo, vanno incontro ad usura. È bene dunque verificarne periodicamente lo stato e, se questo è compromesso, sostituirli.

Quando si provvede al lavaggio in lavastoviglie, è bene fare attenzione: additivi e alte temperature possono essere molto aggressivi e compromettere lo stato dell’oggetto.

3. Attenzione ai contenitori per la cottura degli alimenti

Stampi da dolci e contenitori da microonde vanno incontro a forti stress termici, che ne comportano l’usura. Nel caso dei secondi, poi, va verificato se effettivamente l’intero contenitore sia adatto all’utilizzo con il microonde o se delle parti di esso non lo siano (esistono tappi “NO LID”, ad esempio, che non devono essere introdotti nel microonde)

4. Pellicole in plastica e alluminio

Per queste, è necessario attenersi alle istruzioni indicate sulle confezioni: ci sono pellicole che non è possibile utilizzare a contatto con liquidi oleosi, cibi caldi o in forno, e fogli e vaschette di alluminio che è bene non utilizzare a contatto diretto con cibi salati e acidi.

Attenzione dunque non solo alla conservazione degli alimenti, ma anche ai procedimenti di cottura: se una ricetta prevede l’utilizzo di una pellicola di plastica in cottura, è bene verificare che il materiale che stiamo utilizzando sia effettivamente adatto allo scopo, controllando quanto riportato sulla confezione.

Come sempre, un occhio attento e un pizzico di buon senso possono aiutare efficacemente in caso di dubbi.

Per una bibliografia completa sulle ricerche in corso consigliamo di consultare l’articolo riportato sul Journal of culinary nutrition

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