Dalle orche la verità sulla menopausa

Oltre agli esseri umani e ai globicefali di Gray, le orche sono l’unica specie in cui in natura le femmine sopravvivono per decenni dopo la menopausa.

Le orche post-menopausa sono depositarie delle “conoscenze ecologiche” del loro gruppo e la loro funzione di leader emerge soprattutto negli anni difficili, ossia quando ci sono meno salmoni, loro preda preferita. Forse non tutti sanno che una lunga sopravvivenza dopo la menopausa è un fenomeno estremamente raro in natura, ed è sempre stato difficile capire come possa essersi evoluta, dato che una volta cessata la capacità riproduttiva non dovrebbe avvenire alcuna selezione in grado di favorire un’ulteriore sopravvivenza a lungo termine. E infatti la maggior parte degli animali muore poco dopo la cessazione della capacità riproduttiva, con l’eccezione di tre sole specie: l’essere umano, l’orca e un altro cetaceo, il globicefalo di Gray (Globicephala macrorhynchus).

E’ questa la conclusione cui è arrivata Cortesia David Ellifrit, Center for Whale Research a Friday Harbor, negli Stati Uniti. Insieme ad altri ricercatori dell’Università di Exeter e di York, il team ha anche scoperto che le orche madri riservano più attenzioni ai figli maschi che alle femmine perché essi offrono potenzialmente maggiori opportunità di trasmettere i geni materni. Un’osservazione, questa, che corrobora i più recenti modelli teorici sull’evoluzione della menopausa basati sulle dinamiche di parentela.

I risultati

“I nostri risultati mostrano per la prima volta in che modo le femmine in età post-riproduttiva possono aumentare la sopravvivenza dei parenti, ossia attraverso il trasferimento di conoscenze ecologiche. Il valore della saggezza degli anziani può contribuire a spiegare perché le orche femmina e gli esseri umani continuino a vivere a lungo dopo aver smesso di riprodursi”, ha detto la Brent.

Nel caso degli esseri umani, è stato ipotizzato che la menopausa sia semplicemente un artefatto della medicina moderna e di migliori condizioni di vita, ma dati osservativi suggeriscono invece che sia adattativa.

“Nelle popolazioni di cacciatori-raccoglitori – scrivono gli autori – la sopravvivenza oltre i 60 anni è più comune di quanto si credesse, e le donne con una durata di vita post-riproduttiva prolungata hanno un maggiore benessere complessivo perché la loro prole si riproduce prima e più frequentemente. Fra i cacciatori-raccoglitori, un modo in cui le donne post menopausa aiutano i parenti e, quindi, migliorano anche la propria forma fisica, è la condivisione del cibo. Ma le donne post menopausa possono anche condividere altro: informazioni chiave sui beni, alimentari e non. Gli esseri umani hanno vissuto senza la scrittura per la quasi totalità della loro storia evolutiva, e le informazioni erano necessariamente memorizzate dagli individui. Quelli più vecchi ed esperti erano quelli che sapevano più facilmente dove e quando trovare il cibo, soprattutto in situazioni drammatiche e rare, come la siccità.”